RESTYLING DEL BAGNO? COME DUE GENERAZIONI GUARDANO ALLA RISTRUTTURAZIONE TRA MATERIALI E ARREDI

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Bagno anni '70 da ristrutturare Bagno anni '70 da ristrutturare

Il bagno, dopo la cucina, è la stanza che viene tenuta più in considerazione quando si acquista una nuova casa o si ha in mente una ristrutturazione, poiché sono coinvolti l’aspetto edile, idraulico, elettrico e, non meno importante, quello estetico; la ristrutturazione di questo ambiente è una scelta molto ragionata a differenza delle altre camere con diverse destinazioni d’uso, perché una volta terminati i lavori dovrà mantenere il suo aspetto inalterato per oltre un decennio, salvo problemi particolari.

Il perché è facilmente intuibile. Come in tutte le ristrutturazioni, lo stress che comporta ha il suo peso, perché reca molti disagi agli abitanti della casa, quando si passa per alcune fasi delicate che ne impediscono l’utilizzo, soprattutto se non ci sono altri servizi a disposizione. Proprio perché non poter usare il bagno è un vero problema, il lavoro viene organizzato in fasi prestabilite cercando di ridurre al minimo possibile l’impatto che questi disagi possono avere sugli inquilini.

Che tempistiche ha una ristrutturazione del bagno?

Non esiste un lasso di tempo standard, anche se di media non si superano i sette giorni.
Se il bagno non è troppo datato si potranno impiegare dai 2 ai 5 giorni; se sono presenti perdite e si debba sostituire l’intero impianto idraulico, i lavori possono durare anche una settimana. 

Come viene organizzata una ristrutturazione del bagno?

In caso di restyling generale, per prima cosa viene asportato il pavimento e smantellato il massetto, così da raggiungere le tubature al di sotto e sostituire l’impianto idraulico preesistente – tenendo in considerazione le caratteristiche e gli attacchi dei nuovi sanitari che verranno installati.

Qualora l’impianto elettrico non necessiti di interventi, si prosegue con la ristrutturazione delle pareti, dell’intonaco e delle piastrelle (se si è scelta questa soluzione di rivestimento).

Il momento in cui il bagno è offlimits sopraggiunge nella posa del massetto e dei pavimenti, solo dopo questa fase si potrà proseguire con l’installazione dei nuovi sanitari e della rubinetteria scelta.

Con la tinteggiatura delle pareti: il bagno è pronto per essere goduto.

Una soluzione attuabile quando si ristruttura completamente il locale è quella di optare per schemi di impianti a pavimento che utilizzano solo parzialmente la fascia inferiore dei muri e avere così le pareti quanto più possibile libere da componenti tecniche; prima di ripristinare i sottofondi e di applicare finiture e rivestimenti, una volta terminata la posa degli impianti, si consiglia di scattare una serie di fotografie a tubazioni e cavi: avere una traccia reale degli schemi tecnici realizzati sarà utile nel tempo, in caso di perdite, guasti o anche solo per ampliare o estendere gli impianti.

 

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Quanto costa ristrutturare il bagno?

Il budget medio destinato alla ristrutturazione del bagno è di circa 7mila € e l’investimento varia leggermente anche in base all’età: spendono di più i proprietari over 50.

Le variabili che entrano in gioco nel costo sono ovviamente anche la qualità e le prestazioni del materiale scelto: tipo di piastrelle, rivestimenti, le dimensioni del bagno, modello di sanitari, richieste particolati.

Possiamo risparmiare nella ristrutturazione?

Ristrutturare senza togliere le piastrelle, permette di ridurre i costi perché non c’è rottura o demolizione; nei casi in cui è possibile, si va ad aggiungere un nuovo strato di piastrelle che copre quelle vecchie, scegliendo lastre di gres con spessore di soli 2-3 mm, adatte a questo scopo, che peraltro presentano un numero inferiore di fughe (peculiarità apprezzata da chi non le ama); alle pareti possono essere passati dei rasanti impermeabilizzanti per coprire le vecchie piastrelle, purché queste siano integre.

Se si vogliono sostituire solo i sanitari, sarebbe opportuno scegliere i nuovi elementi con attacchi agli impianti compatibili con le predisposizioni esistenti; lo stesso vale i per rubinetti, vasca o doccia.

idea stile contemporaneo stanza da bagno

Quando ci si decide a rinnovare, 9 proprietari su 10 cambiano totalmente lo stile di questa stanza.

Il “classico” bagno anni ’70 vede un lavabo a colonna, mobiletto con specchiera ad ante laterali, piastrelle color cotto o dalle tinte pastello, spesso con cementine fiorate, e un portariviste. Questo perché il suo compito, in una famiglia medio-broghese, è sempre stato quello di assolvere la funzione pratica di un servizio.

Oggi non è più così.

Il bagno è diventato una confort zone, un luogo in cui ritagliarci del tempo per noi, lasciare fuori lo stress e dedicarci alla nostra persona, e grazie alle nuove tecnologie anche a ricreare quando possibile una piccola spa at home.

L'offerta dei materiali e prodotti per i bagni è molto varia e offre soluzioni per tutti i gusti.

Bisogna solo avere le idee chiare su come personalizzare i metri quadri che si hanno a disposizione.

C’è chi preferisce gli stili lineari, toni neutri e superfici semplici. Si gioca con i colori e le tinte chiaro scuro per diversificare l'angolo doccia e si progetta il sistema di luci per le controsoffittature, le docce, e retroilluminare gli specchi.

esempio bagno moderno preventivo

 

Possiamo quindi veramente dire addio agli anni ’70?

Secondo alcune indagini di mercato, il restayling del bagno varia in base all’età dell’utenza. I proprietari ultra cinquantenni decidono di ristrutturare qualora vi siano problemi importanti negli impianti idraulici e colgono l’occasione per cambiare anche l’arredo se quello preesistente è ormai datato e desueto, preferendo uno stile contemporaneo. Al contrario, le generazioni più giovani hanno sostituito i giornali con i tablet e gli smartphone, vogliono vivere il bagno come luogo in cui rilassarsi, lo vogliono personalizzare e strizzano un occhio al “romanticismo hi-tech” preferendo docce o vasche “per due” e alta tecnologia per i sanitari, componenti d’arredo e sistema di riscaldamento - in commercio si trovano diversi tipi di termoarredo capaci di soddisfare tutte le esigenze coniugando funzionalità, organizzazione di spazi, senza trascurare il design -, optando per lo stile sobrio e moderno.

L’utenza più giovane vuole bagni funzionali, facili da pulire, in cui poter organizzare le cose e che faccia sentire a proprio agio. Ogni scelta è frutto di ricerche scrupolose e si pone attenzione ad ogni dettaglio, dalla rubinetteria alle finiture di pareti e pavimenti; predilige la doccia ad angolo e a filo pavimento, se decide di cambiare la doccia lo fa in favore di una più grande rispetto alla precedente e con particolari dotazioni come soffioni a pioggia, illuminazione integrata e getti laterali.

Chi sostituisce la vasca da bagno, nel 65% dei casi, ne sceglie una dal modello standard senza sedute o sportelli extra, con installazione a incasso e circondate da una struttura in muratura o altro materiale, seguono nell’ordine di preferenza quelle incassate ad alcova tra tre pareti e quelle ad angolo. Per quanto riguarda il modello freestanding, che fa molta scena nelle riviste di settore, sembra però non aver convinto ancora gli italiani, con scarsa presa nel target più giovane, soprattutto nella versione con piedi a zampa di leone; sono gli over 50 a scegliere le vasche autoportanti ma a fondo piatto.

Sia per estetica che per praticità, i più giovani scelgono i sanitari sospesi, che vengono opportunamente sistemati al muro attraverso delle specifiche staffe che consentono al vaso e al bidet di rimanere fissati al muro senza che tocchino il pavimento e preferiscono superfici prive di fughe.

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Un rivestimento ideale per un bagno senza piastrelle è il microtopping

In soli 3 mm permetterà di avere un nuovo pavimento senza dover rimuovere o modificare i serramenti presenti (salvo che questi non siano perfettamente a sfioro con il pavimento); è in grado di ricoprire qualunque tipo di supporto ed è lavorabile in orizzontale o in verticale, la superficie continua e senza fughe rende più semplice e veloce la pulizia, sarà sufficiente passare un panno inumidito con acqua, con l’aggiunta di poco detersivo neutro e non schiumoso. Ha una resa perfetta anche su superfici con sistema di riscaldamento a pavimento, è fondamentale però scegliere un supporto idoneo al sistema di riscaldamento radiante installato.

È un prodotto certificato CE e test rigorosi dimostrano che dopo le fasi di applicazione e asciugatura non rilascia nell’aria sostanze nocive per adulti e bambini.

Si possono rivestire anche lavandini, vasche da bagno e box doccia - le superfici sono anti-scivolo, per il massimo comfort e per la sicurezza - perché possiede un’impermeabilità all’acqua del 100% e resiste agli agenti chimici dei prodotti di uso comune.

È un materiale ad alta performabilità che garantisce doti ottimali di resistenza a stress termici e meccanici, ha una buona resistenza ai graffi, agli impatti, alle macchie, alle muffe e usura.

Nonostante la resistenza, la superficie può graffiarsi, per ripristinarla è possibile eseguire manutenzioni straordinarie, come nel caso delle superfici in legno; inoltre i graffi saranno più evidenti su superfici molto lucide e lisce, per questo si consigliano le finiture opache. Cadute accidentali di oggetti pesanti e appuntiti possono segnare la superficie.

La superficie è stata testata fino a temperature di 115° senza subire danni, ma è preferibile non appoggiare oggetti molto caldi (piastre per capelli ad esempio) direttamente sul piano trattato.

Il suo colore al naturale è grigio o bianco, ma sono disponibili diverse finiture così da adattarsi agli stili più diversi. Si possono realizzare effetti lucidi, satinati nuvolati, velature e inserti decorativi per ottenere finiture personalizzate. I vantaggi sono dati dal fatto che, una volta realizzata la superficie la sua tonalità può essere cambiata, basta levigare e riapplicare il prodotto.

La stesura del microtopping, nella sua base al naturale prevede solo due mani; finiture particolari possono richiedere fino a quattro mani tra base, microcemento, finitura e resine protettive. I tempi di asciugatura vanno dalle 24 alle 48 ore, tenendo conto di circa 5 ore di tempo tra una mano e l'altra, di conseguenza, difficilmente una superficie seppur piccola potrà essere rivestita in meno di tre giorni.

Il microtopping è una soluzione eco-tech: tecnologia a basso impatto ambientale, essendo un prodotto formulato a base acquea. Con un occhio ad una successiva ristrutturazione, farà risparmiare i costi di smaltimento – presenti invece nel caso di materiali duri come pietra, ceramica e marmo.

Il prezzo al mq del microtopping viene considerato a lavoro finito, non si distingue tra materia prima e manodopera. I prezzi medi per la posa del materiale al naturale vanno dagli 80 ai 100 euro al mq.

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